SABATO 23 NOVEMBRE, PRIME CONFESSIONI ORE 15.

IMPORTANTE LA PRESENZA DI TUTTO IL CORO. IL GIORNO PRIMA, VENERDì 22, ALLE ORE 20.45 LE PROVE DEL MESE DI NOVEMBRE IN CUI PROVEREMO I CANTI PER LE CONFESSIONI E PER L'AVVENTO ORMAI INIZIATO

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mercoledì 28 luglio 2010

MI HAI TENUTO PER MANO

SPIEGAZIONE DEL CANTO:
"Mi hai tenuto per mano" è' il titolo di 4 brani scritti da Guido Meregalli, che ne ha composto anche la musica.
Si tratta di canti meditativi, oggi poco utilizzati se pensiamo che anche su internet la nostra pgina è stata la prima a pubblicarne tuti e 4 i testi con gli accordi!
Purtroppo non ci è ancora possibile insirire la base, ma anche a chi questa musica fosse sconosciuta è possibile ammirarne (...contemplare?) le parole.
Leggendo i testi vedremo l'alternanza di parole sui i nostri giorni, sulla nostra vita.
Avremo gioie, ma anche momenti di fatica, di sofferenza.
Il Signore ci terrà per mano anche in questi, come dice il Salmo 37:

"Confida nel Signore e fa' il bene"...e ancora "Il signore ama la giustizia e on abbandona i suoi fedeli".

Il canto Mi hai tenuto per mano è adatto per questi momenti:

- Liturgia penitenziale
- Rito del Matrimonio
- Veglie di preghiera
- Settimana Santa
- Catechesi


e sviluppa questi temi:

- Croce
- Fede
- Parola
- Vocazione


Coro SGL
Erano Uomini Senza Paura


Lasciamo "la parola" all'autore:

E venne il tempo di provare a raccontare la vita con un canto per comprendere, se mai fosse possibile, in un percorso di meditazione la totalità di un mistero che spinge a guardare questa esistenza oltre l'incompiutezza dell'umana avventura, attraverso la specificità dell'esperienz cristiana, che non è mai semplice valutazione di norme etiche, accademico discutere sui fondamenti, ma incontro con il Vivente, e scommessa di prossimità verso il fratello.
La storia personale s'apre nell'ansia di infinito, ed è storia sorprendentemente percorsa da un annuncio originale, dall'avvento di un Dio che si fa carne, che prende posto accanto all'uomo, di un Dio che raccorda la propria strada di tenerezza con i passi incerti della creatura che ha amato da sempre e che per sempre egli, che ha vinto nel silenzio di croce l'immanenza del peccato, affida alla dinamica redentiva.
L'uomo nell'alba del giorno ottavo trova il volto del suo Signore come interrogativo vitale e, insieme, come risposta d'amore al vagare forse confuso della sua vita, trova la logica disvelata della croce, trova un pane che chiede di essere condiviso, trova il dono di una pace autentica.
Rimane un invito: "non abbiate paura".
Chi si fida del Signore sa di non possedere granitiche certezze da proclmare, memoria misteriose da custodire gelosamente, insondabili disegni a cui consegnare il proprio destino.
"Non abbiate paura": nella gioia dell'incontro con questo Signore la vita trova significato; è la pace del cuore di chi accetta un cammino perché ha visto amare veramente, ed ha scoperto che la storia infinita comincia nel "farsi tutto a tutti".

Guido Meregalli,
Mi hai tenuto per mano, Rugginenti Editore

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