SABATO 23 NOVEMBRE, PRIME CONFESSIONI ORE 15.

IMPORTANTE LA PRESENZA DI TUTTO IL CORO. IL GIORNO PRIMA, VENERDì 22, ALLE ORE 20.45 LE PROVE DEL MESE DI NOVEMBRE IN CUI PROVEREMO I CANTI PER LE CONFESSIONI E PER L'AVVENTO ORMAI INIZIATO

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giovedì 19 gennaio 2012

CON NOI DIVISE IL PANE




SPIEGAZIONE DEL CANTO:
Con noi divise il pane ripercorre il brano dei 5 pani e 2 pesci, che nel Vangelo di Giovanni è riportato nel capitolo 6, 1-15.
Riportiamo un pensiero di don Giancarlo Taverna Patron tratto dal suo libro "Io, Giovanni. Uno sguardo al Cristo con gli occhi dell'amato". In questo libro, l'autore si impersona nell'evangelista Giovanni e così scrive:

"Gesù prese i pani e i pesci dalle mani di Andrea. Li alzò verso il cielo e pregò a lungo, rendendo grazie. Poi ci ordinò di "distribuirli". Distribuirli. I nostri occhi vagarono sperduti fra il piccolo cesto e quella marea di uomini, donne e bambini seduti sull'erba. Mentre ci passava il cesto, gli occhi dei più vicini erano fissi su Gesù. Lo prendemmo, dividemmo i pani in pezzi e cominciammo a darli ai più vicini. Non ci fu tempo per la meraviglia. Le mani tese si moltiplicavano, i pani e i pesci si "rigeneravano" man mano che li distribuivamo alla folla. La gente, soprattutto i più lontani, non si rendeva conto di quel che stava accadendo..."

(Giancarlo Taverna Patron. Io, Giovanni. Uno sguardo al Cristo con gli occhi dell'amato, Edizioni Il Pozzo di Giacobbe, 2011).

Coro SGL
Erano Uomini Senza Paura


FA SIb DO DO7

Io camminai per giorni, giunsi dalla mia città


FA SIb DO FA

E vidi poi quell’uomo che chiamavano maestro,


SOL- FA

sulle rive del lago c’era gente come me


SOL- FA

con l’identica fame aspettando un suo gesto


DO SIb FA FA4 FA FA4

poi la bocca si dischiuse, la parola si diffuse tra di noi.




La voce che ascoltammo rivelò la sua bontà

Davvero le sue mani insegnavano l’amore.

Quando giunse la sera
Lui si accorse che la folla

Non aveva pensato

Di sfamare il proprio corpo

DO SIb DO

Fu così che prese il pane, alzò gli occhi e si raccolse per pregare.




FA DO FA FA7

RIT Con noi divise il pane,


SIb DO FA FA7

con noi cinque pani e due pesci


SIb DO LA7 RE-

è tutto quello che trovammo tra la gente


SIb SOL7 DO4 DO DO7

ma Lui , il Signore, col suo amore tutti noi sfamò…


Con noi divise il pane,

con noi cinque pani e due pesci

bastò quel gesto per comprendere il suo cuore

dalle rive una voce: Tu sei il nostro Re…

RE-

nostro Re.




Del pane che ci diede ne avanzò in quantità,

ma sopra ogni cosa ci saziò la Sua parola,

cibo per ogni uomo, che ricerca la pienezza

senso della mia vita che si nutre del Tuo amore

ora sì posso gioire quando penso alle parole

del Signore.


RIT

giovedì 1 dicembre 2011

MANI



Do Fa Sol Do
Vorrei che le parole mutassero in preghiera
Fa La- Fa Sol4 Sol
e rivederti o Padre, che dipingevi il cielo.
Do Fa
Sapessi quante volte,
Sol Do
guardando questo mondo
Fa La-
vorrei che tu tornassi
Fa Sol Do Do/Si
a ritoccarne il cuore.
La- Mi- Fa Do
Vorrei che le mie mani avessero la forza
Fa Re Sol4 Sol
per sostenere chi non può camminare.
La- Mi-
Vorrei che questo cuore,
Fa Do
che esplode in sentimenti
Fa La-
diventasse culla
Fa Sol4/7 Sol
per chi non ha più madre…

Do Sol
Mani, prendi queste mie mani
Fa
fanne vita, fanne amore,
La- Sol
braccia aperte per ricevere
chi è solo.
Do Sol
Cuore, prendi questo mio cuore,
Fa
fa che si spalanchi al mondo,
La-
germogliando per quegli occhi
Sol Fa
che non sanno pianger più.

Do Fa Sol Do
Sei Tu lo spazio che desidero da sempre
Fa La- Fa Sol4 Sol
so che mi stringerai e mi terrai la mano.
Do Fa Sol Do
Fa che le mie strade si perdano nel buio
Fa La- Fa Sol Do Do/Si
ed io cammini dove cammineresti Tu.


La- Mi- Fa Do
Tu soffio della vita prendi la mia giovinezza
Fa Re Sol4 Sol
con le contraddizioni e le falsità.
La- Mi- Fa Do
Strumento fa che sia per annunciare il Regno
Fa La- Fa Sol4 Sol
a chi per queste vie Tu chiami beati…

Do Fa
Noi giovani di un mondo
Sol Do
che cancella i sentimenti
Fa La- Fa Sol4 Sol
e inscatola le forze nell’asfalto di città.
La- Mi-
Siamo stanchi di guardare
Fa Do
siamo stanchi di gridare
Fa La-
ci hai chiamati siamo tuoi
Fa Sol4/7 Sol
cammineremo insieme…

(si alza di un tono)
La7
Re La
Mani, prendi queste nostre mani
Sol
fanne vita, fanne amore
Si- La
braccia aperte per ricevere chi è solo
Re La
Cuori, prendi questi nostri cuori
Sol
fa che siano testimoni
Si-
che Tu chiami ogni uomo
La Sol La
a far festa con Dio
SI-
ogni uomo
La Sol (Re)
a far festa con Dio

martedì 15 febbraio 2011

QUANDO BUSSERO'



Quando busserò alla tua porta
avrò fatto tanta strada,
avrò piedi stanchi e nudi,
avrò mani bianche e pure.
Avrò fatto tanta strada,
avrò piedi stanchi e nudi,
avrò mani bianche e pure

o mio Signore.

Quando busserò alla tua porta
avrò frutti da portare,
avrò ceste di dolore,
avrò grappoli d'amore.
Avrò frutti da portare...
o mio Signore.

Quando busserò alla tua porta
avrò amato tanta gente,
avrò amici da ritrovare
e nemici per cui pregare.
Avrò amato tanta gente...
o mio Signore, o mio Signore.

giovedì 20 gennaio 2011

MADRE IO VORREI



SPIEGAZIONE DEL CANTO:

Che cosa ha pensato dentro di sé, la Vergine, dopo l’annuncio inatteso di un Figlio che sarebbe stato “suo” eppure, già da sempre, di un Altro: e sin d’ora, e per sempre, già dato “a noi”?.

Che cosa si sono detti, per lunghi anni, una Madre e un Figlio così intimamente vicini eppure tanto misteriosamente lontani?

E come ha sentito, la Madre, la terribile contraddizione di una vita stroncata da coloro per i quali era stata concepita?

Certo la Madre molto fin dall’inizio ha “meditato in cuor suo” ciò che le accadeva (Lc 2,19.51).

E molto fin dall’inizio deve avere inteso della magnifica e tremenda verità di quella vita che aveva accolto nella fede (Lc 1,38).

Il suo silenzio ce ne dà conferma.

Mentre lo ascoltiamo pensiamo alla discrezione della sua presenza e vediamo compiersi la verità del “magnificat” nell’immagine della Donna che lascia il Figlio interamente “a noi”: anche nella “memoria”.

Il coraggio della sua dedizione appare, in questo segno estremo della discrezione, al massimo della sua grandezza.

Benedetto il silenzio che risponde alle nostre domande.

Non chiediamo più nulla.

E con animo grato cantiamo.

Ave Maria…

Autore: PIERANGELO SEQUERI
Album: E MI SORPRENDE
Edizioni: Rugginenti Editore


INT: RE- | RE-7 | RE-6 | RE-7

RE- 7
Io vorrei tanto parlare con te
SOL- 7
di quel Figlio che amavi:
DO 7
io vorrei tanto ascoltare da te
FA LA4 LA
quello che pensavi:
RE- 7
quando hai udito che tu non saresti
SOL- 7
più stata tua
DO 7
e questo Figlio che non aspettavi
FA LA4 LA
non era per te…

RE- 7 SOL- 7 DO 7 FA RERIT.
A - ve Mari - a, A - ve Mari - a,
RE- 7 SOL- 7 DO 7 LA4 LA
A - ve Mari - a, A - ve Mari - a,


Io vorrei tanto sapere da te
se quand'era bambino
tu gli hai spiegato che cosa sarebbe
successo di Lui
e quante volte anche tu, di nascosto,
piangevi, Madre,
quando sentivi che presto l'avrebbero
ucciso, per noi…

RIT.

Io ti ringrazio per questo silenzio
che resta tra noi
io benedico il coraggio di vivere
sola con Lui
ora capisco che fin da quei giorni
pensavi a noi
per ogni Figlio dell'uomo che muore
ti prego così
RIT.

FIN: RE-6
AVE MARIA

lunedì 4 ottobre 2010

Verbum Panis

mi- re
Prima del tempo,
mi- re mi- re
prima ancora che la terra cominciasse a vivere
mi- re mi-
il Verbo era presso Dio.
mi- re
Venne nel mondo
mi- re
e per non abbandonarci
mi- re
in questo viaggio ci lasciò
mi- re mi-
tutto sé stesso come pane

mi- re mi-
Verbum caro factum est
mi- re mi-
Verbum panis factum est
mi- re mi-
Verbum caro factum est
mi- re do re
Verbum panis factum est

Sol re do
Qui spezzi ancora il pane
re
in mezzo a noi


sol re Do re
E chiunque mangerà non avrà più fame,
sol re do
Qui vive la tua Chiesa
re
intorno a Te,
sol re do re mi- re
dove ognuno troverà la sua vera casa. Verbum caro…

mi- re
Prima del tempo
mi- re mi- re
quando l’universo fu creato dall’oscurità
mi- re mi-
il Verbo era presso Dio.
mi- re mi- re
Venne nel mondo nella sua misericordia
mi- re
Dio ha mandato il Figlio suo
mi- re mi-
tutto sé stesso come pane

martedì 28 settembre 2010

TI RINGRAZIO MIO SIGNORE

Titolo originale: Amatevi l'un l'altro

SPIEGAZIONE DEL CANTO
Rillegiamo il brano del Vangelo secondo Giovanni 15, 9-17

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.

Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri».

Essere in comunione con Gesù significa ricordarsi del suo Amore e farlo nostro.
Non ci chiede di amare, ma di amare come lui ci ha amati.
Così il nostro amore non dovrà essere un amore qualunque, ma il suo stesso, quello che sentendoci in comunione con Lui ci permetterà di portare frutto.
Scrive San Paolo: "Rendete piena la mia gioia con l'unione dei vostri spiriti, con la stessa carità, con i medesimi sentimenti" e ancora "abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù".
Buon cammino a tutti!

Coro SGL
Erano Uomini Senza Paura


re si-
Amatevi l'un l'altro
sol6 la
come Lui ha amato noi
re si- sol re
e siate per sempre suoi ami - ci;
mi- la
e quello che farete
fa# sial
più piccolo tra voi,
sol la re sol re
credete, l'avete fatto a Lui.

re re5+ sol
Ti ringrazio, mio Signore,
la re sol
e non ho più paura, perché,
la re re5+ sol
con la mia mano nella mano
la re sidegli
amici miei,
sol la
cammino tra la gente
re fa# sidella
mia città
sol la re sie
non mi sento più solo;
sol la
non sento la stanchezza
re fa# sie
guardo dritto avanti a me
sol la re sol re
perché sulla mia strada ci sei Tu.


Se amate veramente perdonatevi tra voi:
nel cuore di ognuno ci sia pace;
il Padre, che è nei cieli
vede tutti i figli suoi,
con gioia, a voi perdonerà.

Sarete suoi amici se vi amate tra di voi
e questo tutto il suo Vangelo;
l'amore non ha prezzo,
non misura ciò che dà;
L'amore confini non ne ha...

Resurrezione



Autore: Cipri/Mancuso

mi la
Che gioia ci hai dato,
mi la
Signore del cielo,
mi la si7
Signore del grande universo,
mi la mi la
che gioia ci hai dato, vestito di luce,
mi si7 do#- la
vestito di gloria infinita,
mi si7 la mi la mi la mi
vestito di gloria infinita.

Vederti risorto, vederti Signore
il cuore sta per impazzire
Tu sei ritornato, Tu sei qui tra noi
Mi
e adesso ti avremo per sempre.(Bis)

La Mi
Chi cercate, donne, quaggiù
La Mi
chi cercate, donne, quaggiù,
Fa# Si7
quello ch'era morto non è qui,
Mi La Mi
è risorto, sì, come aveva detto anche a voi.
La Mi Si7 Do La
Voi Gridate a tutti che è risorto Lui,
Mi Si7 La Mi La Mi La Mi
tutti che è risorto Lui.
Che gioia ci hai dato
Ti avremo per sempre.
Tu hai vinto il mondo, Gesù,
Tu hai vinto il mondo, Gesù,
liberiamo la felicità
e la morte, no, non esiste più,
l'hai vinta Tu e hai salvato
tutti noi, uomini con Te. (Bis)

giovedì 29 luglio 2010

E SE LO INVOCHERETE

Anche per questo canto, ormai abbastanza inutilizzato (peccato!), offriamo la spiegazione dell'autore, Guido Meregalli.
Speriamo che i commenti degli autori possano aiutare nella scelta del canto e della sua posizione all'interno della liturgia.
Buona lettura! Coro Sgl
_________________________________________________________
Questo canto si muove lungo una direzione che può apparire strana o forse anche contraddittoria: in esso infatti un testo di preghiera tradizionale, quello del Padre nostro, che è elemento centrale della dimensione contemplativa del credente e rappresenta la sintesi conoscitiva del modo di porsi di Gesù, e quindi della sua comunità, nei confronti del Dio creatore e onnipotente, viene amplificato e in qualche maniera integrato di contenuti che appaiono già altro rispetto al messaggio centrale dell’invocazione.

In realtà grazie a questo canto, pur nella sua semplicità, e a questa scelta di fondo, è possibile ritrovare motivazioni autentiche dell’atteggiamento di preghiera e recuperare una “pedagogia divina” che sola può rendere significativa l’immersione orante nel patrimonio tradizionale e comune della preghiera del cristiano.

La prospettiva autentica del credente è infatti una sola: quella di pregare con Gesù, in Gesù, attraverso Gesù: il dono dello Spirito guida questo cammino, la liturgia della comunità esprime visivamente questa verità.

La preghiera è fatica, certo, ma questa fatica incontra la gioia e la serenità data dalla scandalosa prossimità del Figlio di Dio che si pone accanto all’uomo per rendere vero ogni suo sforzo; la preghiera è silenzio, ma mai vuoto (anche se spesso così sembra): il Signore è nel silenzio che chiama, aiuta, consola.

Allora ogni nostra preghiera è preghiera sua, ogni invocazione trova pienezza di espressione nel suo darsi al Padre, ogni rendimento di grazie è racchiuso nel gesto eucaristico di Gesù.

“Maestro insegnaci a pregare”;
Gesù non ha insegnato, ma si è fatto preghiera, per dirci il modo di essere anche noi perenne invocazione al Padre; in lui ogni nostra parola, anche se detta male, o appena accennata, trova la forza di diventare canto di lode.

Autore: GUIDO MEREGALLI
Album: MI HAI TENUTO PER MANO
Edizioni: Rugginenti Editore

PRIMA CORINZI TREDICI

Autore: Guido Meregalli

SPIEGAZIONE DEL CANTO:
Un canto molto bello e al tempo stesso complesso, si suona spesso ai matrimoni.
Esprime con lucidità un aspetto significativo del nostro essere credenti.
Fede e Carità...come coniugarli?
Quanto la nostra fede si traduce nella carità, nel servizio al prossimo?
E viceversa, il nostro operare è un attivismo fine a sé stesso?
"Quale vantaggio avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima?" (Mt 16, 26).
"Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio" (1Pt 4,10)...
...i doni che abbiamo appunto, non sono nostri, ma ci sono stati dati e possiamo metterli a servizio degli altri.
Possimo definire Prima Corinzi Tredici un canto molto attuale: quanto parlare, quanti documenti anche soffocano la semplicità delle nostre chiese!
Noi stessi, forse, ci crediamo possessori di verità a noi sconosciute.
Proprio della fede spesso capita di parlare con grande facilità...ma, siamo sicuri di fare bene?
E' di Gesù l'ammonimento: "ma sia il vostro parlare: Sì, si; o no, no: quel che vi è di più proviene dal male." (Matteo 5, 37).
Chiediamoci: quanto ci mettiamo nella condizioni di servi pronti a lavare i piedi degli altri come il Signore ha fatto con i suoi discepoli?
Davvero questo questo canto ci ricorda che nel nostro cammino di fede non possiamo fare a meno della carità, senza la quale saremmo come un timpano che vibra da solo.

Coro SGL
Erano Uomini Senza Paura

Anche se io conoscessi e parlassi
la lingua di ogni creatura di Dio,
anche se un giorno arrivassi a capire
i misteri e le forze che spingono il mondo

Anche se dalla mia bocca venissero
scienza e parole ispirate dal cielo
e possedessi pienezza di fede
da muovere i monti e riempire le valli

Ma non avessi la carità
risuonerei come un bronzo
se non donassi la vita ogni giorno
sarei come un timpano
che vibra da solo
se non avessi la carità
non servirebbero a nulla
gesti d'amore, sorrisi di pace
sarei come un cembalo
che suona per sé


La carità è paziente e benignaconosce il rispetto, non cerca interesse;
la carità non si adira del torto
subito non serba nessuna memoria

La carità non sopporta ingiustizie
dal falso rifugge del vero si nutre
la carità si appassiona di tutto
di tutto ha speranza di tutti ha fiducia

Non avrà fine la carità
scompariranno i profeti
solo tre doni per noi
resteranno
la fede l'amore
e ancora speranza
Ma più importante è la carità
più forte di ogni sapienza
ciò che è perfetto verrà, sarà
un mondo di gioia e di pace
che ci attenderà.

_______________________________________________
Può capitare di guardare all’Inno alla carità come ad un affascinante quadro, ad un grazioso cammeo, ad una delicata poesia in grado di sollecitare la nostra emotività, comunicandoci per un breve istante una qualche fascinazione destinata a svanire con il richiamo alla razionalità e alla realtà…
E invece no.

Guardiamolo bene e sul serio, questo stupendo testo: non è certo innocuo, non è un siparietto emotivo, non si attarda in sapienti dosaggi musicali, ma vuole giungere al cuore del messaggio cristiano.
Il suo contenuto indica una direzione di vita profondamente incarnata, esprime un salto di qualità non semplicemente stilistico, riporta luce nell’essere dell’uomo di fede, reclamando serietà e proponendo una strada di perfezione che è strada per tutti, non solo per i migliori o gli eletti.

S. Paolo ci apre gli occhi: esiste un centro unificante delle “azioni” del credente, ed è l’amore.

Solo la sperimentazione, cercata e voluta, di questa agàpe sconfigge il protagonismo egoista, sollecita continui sbilanciamenti per l’altro, educa atteggiamenti maturi, diviene clamoroso annuncio di una pienezza già nell’oggi possibile, perché già aperta al dono della comunione.

Ma di quale amore parla S. Paolo?

Ancora una volta pochi equivoci: “S. Paolo intende essenzialmente l’amore per il prossimo, dando una formulazione altissima e autentica al mandato nuovo di Cristo” (P. Rossano).

È l’amore gratuito, intriso di una tenerezza che ha le sue radici nella serietà della comunicazione, un amore capace di sottrarsi alle logiche contabili, disposto a rischiare nel tempo perché segno del dono più grande, quello del Figlio consegnato per tutti.
Autore: GUIDO MEREGALLI
Album: MI HAI TENUTO PER MANO

domenica 30 maggio 2010

ED ESSI SI AMERANNO


SPIEGAZIONE DEL CANTO:

Responsabilità grande è sapere di un Dio che rinnova la storia dell’uomo.
Quale Dio è mai stato così potente da dirsi principio e termine del cammino dei giorni?
Quale è mai il luogo, la promessa, l’evento che ha stabilito una direzione, che ha proclamato un compimento?
Un servo, volto muto, disprezzabile, inutile ormai, senza apparenze scintillanti di gloria, senza roboanti trionfi che intrigano folle docili e appassionate, un servo piagato, inservibile a trucchi di imbonitori “dal volto umano”, un servo trafitto, giudicato troppo poco divino per significare qualcosa, ma troppo ingombrante, da eliminare allora, quel servo ha vissuto l’ora del consegnarsi, divenendo universale e perenne riconciliazione.
Responsabilità grande è sapere che questo nostro Dio ha il volto del servo, il volto di Gesù, ha un annuncio che rende feconda ogni esistenza, ha una Parola capace di dare significato alle parole pronunciate per amore, che inverano l’ansia di comunicazione.

La vita del credente, di colui che ha rivolto lo sguardo di Dio crocifisso, apprende ogni giorno, oltre le delusioni, oltre le sconfitte, quale sia il destino di pienezza preparato per ogni creatura e per l’umanità intera.
E non può che esserne, pur nella sua fragilità, testimone sereno.

Album: MI HAI TENUTO PER MANO
Edizioni: Rugginenti Editore


INT: FA (il ritmo è come quello con cui si introduce, peraltro nello stesso accordo, il Santo Belli. Bisogna farlo leggermente più lento)

FA
Vai a dire alla terra,
LA 7
di svegliare dal sonno le genti,
RE 7
dì alla folgore, al tuono e alla voce
SOL- DO7
di inondare di luce la notte
SOL- DO7
dì alle nuvole bianche del cielo
FA DO4 DO
di varcare la soglia del tempo.

Vai a dire alla terra,
di tremare al passo tonante
dei messaggeri di pace a proclama
la mia legge d’amore alle genti,
dì che i vecchi delitti ho scordati
e tra voi non sia odio, né guerra

SIb
E’ finito questo vecchio mondo
LAb SIb
il cielo antico è lacerato; (2 volte)
LAb MIb SIb (DO alla terza volta)
il mio popolo si radunerà! (3 volte)


Vai a dire alla terra,
che il Signore l’ha amata per sempre,
che il suo servo reietto da molti
si è addossato i peccati di tutti
e innalzato ha patito la croce
e sepolto ha rivisto la luce.

Vai a dire alle genti,
di invitare i fratelli alla mensa
ogni popolo che è sulla terra
la mia legge proclami ed osservi,
messaggeri di pace solerti
testimoni di pace fedeli.

Ecco che nasce un nuovo mondo
il vecchio è terminato; (2 volte)
il mio popolo si radunerà! (3 volte)


FA DO SIb FA SIb DO FA
Ed il giorno anco - ra è spuntato nuo – vo
FA DO SIb FA SIb DO FA
uomini di pa - ce ed essi si ameran - no. (4 volte di cui la terza a cappella)

lunedì 3 maggio 2010

SALMO 8



Alpe Veglia



Se guardo il cielo, la luna e le stelle,
opere che Tu con le dita hai modellato,
che cosa è, perché te ne curi,
che cosa è, perché te ne ricordi,
l’uomo, l’uomo, l’uomo?

Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli;
di gloria e di onore lo hai coronato,
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
su tutte le cose che Tu avevi creato:
gli uccelli del cielo, i pesci del mare,
le greggi e gli armenti,
gli animali della campagna.

Se guardo il cielo, la luna e le stelle,
opere che Tu con le dita hai modellato,
che cosa è, perché te ne curi,
che cosa è, perché te ne ricordi,
l’uomo, l’uomo, l’uomo?


MI- DO LA- SI7MI- LA- MIMI-
DO RE SISI7
DO RE MI- (MI-7/RE)
DO7+ LA- RE7 SOL SI7
MI- MI-9DO LA-7
MIMI-
DO RE MIMI-
DO RE MIDO
RE SOL SI7
DO RE SOL SI7
DO MI- DO MIDO
MIDO
SI7 MI-


In questa tonalità e non in re- si può fare l'introduzione arpeggiata con gli accordi Mi- La - Do: come si sente dal video.

PANE DEL CIELO



Nel video la canzone con le 2° voci.
DO MI- FA DO
RIT: Pane del cielo sei Tu Gesù
LA- RE- FA DO
via d’amore, Tu ci fai come Te.
FA RE- SOL

No, non è rimasta fredda la terra:
MI- FA DO FA DO
Tu sei rimasto con noi, per nutrirci di Te
LA- SOL LA- SOL MIPane
di vita, ed infiammare col Tuo
amore
SOL FA DO
tutta l’umanità.

RIT.

Si, il cielo è qui su questa terra:
Tu sei rimasto con noi, ma ci porti con Te,
nella Tua casa, dove vivremo insieme a
Te
tutta l’eternità.

RIT.

No, la morte non può farci paura:
Tu sei rimasto con noi, e chi vive di Te
vive per sempre. Sei Dio con noi, sei Dio
per noi,
Dio in mezzo a noi.

RIT.

lunedì 8 febbraio 2010

PADRE TU SARAI PER ME

titolo originale: Symbolum '92
Autore: don Claudio Burgio, M° della Cappella Musicale del Duomo di Milano.


Sol re/fa# Mi- Do La- Re
Con amore padre mi hai creato, mi hai chiamato da lontano
Si/Re# Sol Do Mi7 La- Re Si- Do Re
dove il tempo è solo dono, perché rispondessi vicino amore all'Amore.
Re7 Mi- Re/Fa# Sol Mi7/Sol# La- Do Si (Si7)
E la parola dal silenzio ne fu accenno che l'uomo amato ancora racconta.
Sol Si- Si/Re# Mi- Sol7/Si Do Re
Rit. Dove nulla si perde io mi perderò, raccolto nel tuo abbraccio
Si- Do La- Re Sol
la gioia gusterò e Padre tu sarai per me.


Sulla strada compagno e amico mio, tu sei figlio e Dio con noi,
ma il mio sguardo lontano seguendo il legno della croce comprese
l'Amore.
Quel segno spento diventò speranza che unì il cielo e la terra fratelli.

Rit.

Vieni a noi Spirito di pace, tu che sai la fedeltà
dell'Eterno abbraccio, allarga i confini del mio cuore al cuore di Dio
che la mia strada conosca le tue strade il cuore arda per il freddo del
mondo.

Rit.

venerdì 5 febbraio 2010

SU ALI D' AQUILA




Autore: M.Jancas

Sol7+ Re7+
Tu che abiti al riparo del Signore
Sol7+ Re7+
e che dimori alla sua ombra
Fa7+ Sib7
di’ al Signore: “Mio rifugio,
Solm La4/7
mia roccia in cui confido”.

Re 7+
Rit: E ti rialzerà, ti solleverà
Mim La 7
su ali d’aquila ti reggerà
Lam7 Re7 Sol Mim
sulla brezza dell’alba ti farà brillar
La Sim Fa#m Mim7 La4/7 Re
come il sole, così nelle sue mani vivrai.


Dal laccio del cacciatore ti libererà
e dalla carestia che distrugge.
Poi ti coprirà con le sue ali
e rifugio troverai.

Rit.

Non devi temere i terrori della notte
né freccia che vola di giorno:
mille cadranno al tuo fianco
ma nulla ti colpirà.

Rit.

Perché ai suoi angeli ha dato comando
di preservarti in tutte le sue vie:
ti porteranno sulle loro mani
contro la pietra non inciamperai.

Rit.

+

E ti rialzerò, ti solleverò
su ali d’aquila ti reggerò
sulla brezza dell’alba ti farò brillar
come il sole così nelle mie mani vivrai.


(tre voci maschili)

sabato 16 gennaio 2010

E SONO SOLO UN UOMO

versione in RE

RE FA#- SOL RE
Io lo so, Signore, che vengo da lontano:
RE FA#- SOL LA
prima nel pensiero e poi nella tua mano.
RE LA SOL RE
Io mi rendo conto che tu sei la mia vita
SOL MI- MI7 LA
e non mi sembra vero di pregarti così.

RE FA#- SOL RE
Padre d'ogni uomo e non ti ho visto mai;
RE FA#- SOL LA
Spirito di vita e nacqui da una donna;
RE LA SOL RE
figlio e mio fratello e sono solo un uomo,
SOL MI- MI7 LA
eppure io capisco che tu sei verità...

RE SOL LA RE7
E imparerò a guardare tutto il mondo
SOL LA RE RE7
con gli occhi trasparenti di un bambino,
SOL LA RE SI7
e insegnerò a chiamarti: "Padre nostro"
MI- MI LA
ad ogni figlio che diventa uomo ( bis )
MI- LA RE (2a volta)

RE FA#- SOL RE
Io lo so, Signore, che tu mi sei vicino,
RE FA#- SOL LA
luce alla mia mente, guida al mio cammino,
RE LA SOL RE
mano che sorregge, sguardo che perdona
SOL MI- MI7 LA
e non mi sembra vero che tu esista così.

RE FA#- SOL RE
Dove nasce amore, Tu sei la sorgente;
RE FA#- SOL LA
dove c'è una croce, Tu sei la speranza;
RE LA SOL RE
dove il tempo ha fine, Tu sei Vita Eterna
SOL MI- MI7 LA
e so che posso sempre contare su di Te...

RE SOL LA RE7
E accoglierò la vita come un dono
SOL LA RE RE7
e avrò il coraggio di morire anch'io
SOL LA RE SI7
e incontro a te verrò col mio fratello
MI- MI LA
che non si sente amato da nessuno. ( bis )
MI- LA RE (2a volta)

E MI SORPRENDE O DIO

SPIEGAZIONE DEL CANTO:
Oggi appare ovvio che l’uomo possa organizzare il suo mondo senza Dio.
Ma, secondo la Parola, il problema è se a conti fatti non lo costruisca anche contro se stesso.
A meno di ritenere, con una speranza spesso delusa, ma non rassegnata, che “Dio non è fuori del tempo e dello spazio, nell’altro della sua divina apatia” (Bechett).
Dio è lieto di essere Padre e chiede, dal profondo del suo mistero (Ef 1; Col 1), di avere dei figli con i quali condividere la gioia e la responsabilità di fare del mondo una casa abitabile e umana.
Il Mistero, realtà tanto ricca che non si finisce mai di esplorare, è appunto l’offerta di una vita reale, di figli (Gal 3,26) a immagine del Figlio unico (Rom 8,29) coeredi con Lui (8,17) perché veramente “generati” (Tit 3,5).

Il velo della stanchezza e della disperazione è lacerato (Ef 3,3-5) per il contatto con il Vivente: un incontro non voluto eppure presentito, improvviso e stupefacente (1 Tim 3,9.16).

Come Natanaele (Gv 1,48-49), come Paolo (Rom 16,25), chi ha conosciuto questa manifestazione – che viene da lontano e attraversa tutta la storia, sino alla Parusia – ne fa il motivo dell’esistere. (Ef 3, 18-19).

Le vie di accesso a questo mistero, nascosto, ma svelato nella Chiesa che ne è l’adempimento (Ef 3,9 ss) sono aperte a ogni uomo (At 17,27 ss) offerte alla duplice tavola imbandita della Parola e del Pane, nella fraternità, nella confessione del suo nome (1Cor 13,3), nella preghiera (Ef 3,8).

Il rischio di abituarvisi è tutt’altro che improbabile: e l’abitudine segna la morte della fede.
Il viverne invece nella vigilanza suppone il continuo riconoscere, accogliendolo, che è dono e gratuità.

Lo stupore, spontaneo e cosciente, scuote tutto l’essere che reagisce nell’esultanza (Sal 95,1-5).
La decisione di Dio nei confronti dell’uomo commuove perché non è più solo una vicinanza che confonde (Giob 42,1-6), ma sorpresa continua che lascia confusi e “increduli”.

A noi, ai quali “è stato dato il mistero” (Mc 4,11), tocca, sia pur con dura lotta (Col 2,2), annunciarLo gratuitamente: perché gratuitamente abbiamo ricevuto (Mt 10,8).

Va proclamato “come si deve” (Col 4,4), non rifiutando neppure le catene (Col 4,3).

“felice di dare quello che hai dato a me”.

Una promessa accompagna il testimone (Gv 14,18; Mt 28,20): ricordarsi e ricordare non è solo l’esile filo interiore che lega al passato, ma il ritrovare - con il cuore - proprio in quest’unica nostra vita, così povera e limitata (Ger 17,9), la fecondità di Dio.

Autore: PIERANGELO SEQUERI
Album: E MI SORPRENDE
Edizioni: Rugginenti Editore



MI- SI7
Io non ricordo che giorno era,
MI-
la prima volta che T’incontrai:
MI7 LA-
non Ti ho cercato, non Ti aspettavo,
RE SI7
non Ti ho mai visto, ma so chi sei…

RIT
MI LA MI LA MI
E mi sorprende che dal profondo del Tuo mistero, Dio,
MI FA#- SI7
Tu mi abbia chiesto di condividere con Te,
MI LA MI LA MI
la gioia immensa di poter dare l’annuncio agli uomini,
MI FA#- SI7
che Tu sei lieto di avere figli e che siamo noi!


MI- SI7
Ed ora ascolto la Tua parola
MI-
e vengo a cena con tutti i tuoi:
MI7 LA-
e so il Tuo nome, credo da sempre,
RE SI7
e la Tua casa, è casa mia…

RIT
MI LA MI LA MI
Ed avrò cura del mio fratello, te lo prometto, Dio,
MI FA#- SI7
sarò felice di dare quello che hai dato a me.
MI LA MI LA MI
Ma tu Signore ricorda sempre di non lasciarmi solo
MI FA#- SI7
anche se io qualche volta mi scorderò di Te!


SOL DO SOL
Ed avrò cura del mio fratello, te lo prometto, Dio,
SOL LA- RE7
sarò felice di dare quello che hai dato a me.

(Voce solista)
SOL DO SOL
Ma tu Signore ricorda sempre di non lasciarmi solo
DO SOL
anche se io qualche volta mi scorderò di Te.

SOL DO SOL RE SOL
(TUTTI) Ricorda sempre Signore di non lasciarmi so - o - lo.

IO VEDO LA TUA LUCE

RE LA RE LA
Tu sei prima di ogni cosa, prima di ogni tempo
LA LA LA7 RE LA
d'ogni mio pensiero, prima della vita.
RE LA RE LA
Una voce udimmo che gridava nel deserto
RE LA RE LA
"Preparate la venuta del Signore".

RE LA RE LA
Tu sei la Parola eterna della quale vivo
LA LA LA7 RE LA
che mi pronunciò soltanto per amore.
RE LA RE LA
E Ti abbiamo udito predicare sulle strade
RE LA RE LA
della nostra incomprensione senza fine.

RE FA#- SI- SOL SOL6 FA#-
Io ora so chi sei io sento la Tua voce
SOL SI- FA#- SOL6 LA LA7
io vedo la Tua luce io so che Tu sei qui.
RE FA#7 SI- SOL SOL6 FA#-
E sulla Tua parola io credo nell'amore
SOL SI- FA#- SOL LA RE
io vivo nella pace io so che tornerai.

RE LA RE LA
Tu sei l'apparire dell'immensa tenerezza
LA LA LA7 RE LA
di un Amore che nessuno ha visto mai.
RE LA RE LA
Ci fu dato il lieto annuncio della Tua venuta
RE LA RE LA
noi abbiamo visto un uomo come noi.

RE LA RE LA
Tu sei verità che non tramonta
LA LA LA7 RE LA
sei la vita che non muore sei la vita di un mondo nuovo
RE LA RE LA
E Ti abbiamo visto stabilire la Tua tenda
RE LA RE LA
tra la nostra indifferenza d'ogni giorno.

NULLA E’ IMPOSSIBILE A DIO



Autore: Claudio Burgio

FA DO
Quando Dio ci chiamò
Sib DO
ed il tempo ci donò,
FA DO
come un Padre fiducioso
Sib DO
nel suo cuore ci portò.
Rem LAm
Egli fece di noi
SIb DO
una storia, un solo popolo;
Rem LAm
forte, Lui, ci guidò
Sib SOLm
sulle strade che conducono
LA7
alla Libertà.

FA DO
ECCO IL GRANDE MISTERO
Rem LAm
DAI SECOLI ANNUNCIATO:
Sib FA DO7
“NULLA E’ IMPOSSIBILE A DIO”.
FA DO
NASCE NUOVA SPERANZA,
REm LAm
SI COMPIE ORMAI LA PROMESSA:
Sib FA DO FA
“NULLA E’ IMPOSSIBILE A DIO”.

FA DO
Quando venne tra noi,
Sib DO
come figlio e “Dio con noi”,
FA DO
fatto uomo in Maria,
Sib DO
la salvezza ci portò.
Rem LAm
Noi credemmo in Lui,
SIb DO
vivo segno della Verità;
Rem LAm
imparammo da Lui
Sib SOLm
che l’Amore non ha prezzo,
LA7
non possiede mai.

- Rit. -

FA DO
Quando poi ci lasciò
Sib DO
e dal padre ritornò,
FA DO
il Signore dalla croce
Sib DO
il suo spirito donò.
Rem LAm
Nuova vita per noi
SIb DO
questa grazia che ci illumina,
Rem LAm
è memoria tra noi
Sib SOLm
dell’Amore che ci accoglie
LA7
e non ci lascia mai

- Rit. -

SYMBOLUM 80 (OLTRE LA MEMORIA)

Rem Solm Rem
Oltre la memoria del tempo che ho vissuto,
Do La La7
oltre la speranza che serve al mio domani,
Rem Solm Rem
oltre il desiderio di vivere il presente,
Do La La7
anch'io, confesso, ho chiesto che cosa è verità.

Re La Sim Fa#m
E tu come un desiderio
Sol La Re Mi La7
che non ha memorie, Padre buono,
Re La Sim Fa#m
come una speranza che non ha confini,
Sol La Re Mi La
come un tempo eterno sei per me.


Fa Do Rem Lam Sib Do Fa
Io so quanto amore chiede questa lunga attesa
Sol Do
del tuo giorno, Dio;
Fa Do Rem Lam
luce in ogni cosa io non vedo ancora:
Sib Do Fa Sol La La7
ma la tua parola mi rischiarerà!


Rem Solm Rem
Quando le parole non bastano all'amore,
Do La La7
quando il mio fratello domanda più del pane,
Rem Solm Rem
quando l'illusione promette un mondo nuovo,
Do La La7
anch'io rimango incerto nel mezzo del cammino.

Re La Sim Fa#m
E tu Figlio tanto amato,
Sol La Re Mi La7
verità dell'uomo, mio Signore,
Re La Sim Fa#m
come la promessa di un perdono eterno,
Sol La Re Mi La
libertà infinita sei per me.

Fa Do Rem Lam Sib Do Fa
Io so quanto amore chiede questa lunga attesa
Sol Do
del tuo giorno, Dio;
Fa Do Rem Lam
luce in ogni cosa io non vedo ancora:
Sib Do Fa Sol La La7
ma la tua parola mi rischiarerà!


Rem Solm Rem
Chiedo alla mia mente coraggio di cercare,
Do La La7
chiedo alle mie mani la forza di donare,
Rem Solm Rem
chiedo al cuore incerto passione per la vita,
Do La La7
e chiedo a te fratello di credere con me.

Re La Sim Fa#m
E tu, forza della vita,
Sol La Re Mi La7
Spirito d'amore, dolce Iddio,
Re La Sim Fa#m
grembo d'ogni cosa, tenerezza immensa,
Sol La Re Mi La
verità del mondo sei per me.


Fa Do Rem Lam Sib Do Fa
Io so quanto amore chiede questa lunga attesa
Sol Do
del tuo giorno, Dio;
Fa Do Rem Lam
luce in ogni cosa io non vedo ancora:
Sib Do Fa Sol La La7
ma la tua parola mi rischiarerà!

AMARE QUESTA VITA



SPIEGAZIONE DEL CANTO:
Potevano dirgli di no: non c’era molto da guadagnare ad ascoltare le parole del giovane rabbi, parole strane, certo, ma che poco avevano a che fare con la concretezza di un lavoro duro, di un intera notte persa dietro ai pesci, di una stanchezza immensa – gioco antico e forse eterno – nell’assurdo iato tra l’esistere e il sopravvivere.
Ma quel rabbi venne proprio da loro e non per giudicare (e ce n’erano di cose da “giudicare”…), non per trasformare in complicati equilibrismi la frammentarietà dell’umano, non mostrarsi infallibile, rivestito di schiacciante onnipotenza, ma solo per stare con loro, cercando un posto su quella barca.
Simone, uno di loro, non sentì ordini perentori, ma una semplice preghiera: la barca andava scostata dalla riva, per poter essere utile; e nel far questo forse comprese cosa significava scegliere di seguire Gesù.
La barca fu strumento per le parole; e l’uomo fu strumento di una Parola finalmente nuova e che attendeva una decisione.
La decisione venne: ed il rischio di vivere acquistò il senso di una direzione e la fatica della storia racchiuse, da ora e per sempre, la gioia di un progetto di donazione agli altri.
Col Signore è possibile scoprire quanto questa vita sia preziosa; se camminiamo con lui non finirà mai di essere stupore.

Autore: GUIDO MEREGALLI
Album: MI HAI TENUTO PER MANO
Edizioni: Rugginenti Editore

"Erano uomini senza paura" è la frase- titolo del nostro coro!!!

Coro SGL
Erano Uomini Senza Paura


Re La Si-
Erano uomini senza paura, di solcare il mare
Fa#-
pensando alla riva,
Sol La Re La
barche sotto il cielo, tra montagne e silenzio,
Sol La Re Sol Mi- Re
davano la rete al mare, vita dalle mani di Dio.
Re La Si-
Venne nell'ora più lenta del giorno, quando le
Fa#-
reti si sdraiano a riva,
Sol La Re La
l'aria senza vento, si riempì di una voce,
Sol La Re Sol La La 7
mani cariche di sale, sale nelle mani di Dio.

Re Sol Re
LO SEGUIMMO FIDANDOCI DEGLI OCCHI
Sol Fa#- Si-
GLI CREDEMMO AMANDO LE PAROLE
Sol La
FU IL SOLE CALDO A RIVA
Re La
O FU IL VENTO SULLA VELA
Sol La Sol
O IL GUSTO E LA FATICA DI RISCHIARE
La
E ACCETTARE QUELLA SFIDA.

Re La Si-
Prima che un sole più alto vi insidi, prima che
Fa#-
il giorno vi lasci delusi,
Sol La Re La Sol
riprendete il largo e gettate le reti, barche
La Re Sol Mi- La
cariche di pesci, vita dalle mani di Dio.

Re Sol Re
LO SEGUIMMO FIDANDOCI DEGLI OCCHI
Sol Fa#- Si-
GLI CREDEMMO AMANDO LE PAROLE
Sol La
LUI VOCE LUI NOTIZIA
Re La
LUI STRADA E LUI SUA META
Sol La Sol
LUI GIOIA IMPREVEDIBILE E SINCERA
La
DI AMARE QUESTA VITA


Erano uomini senza paura di solcare il mare pensando alla riva,
anche quella sera, senza dire parole, misero le barche in mare, vita dalle mani di Dio,
misero le barche in mare, vita dalle mani di Dio.