Dal Catechismo della Chiesa Cattolica.
Capitolo II, la Celebrazione sacramantale del Mistero pasquale
CANTO E MUSICA
"La tradizione musicale di tutta la Chiesa costituisce un tesoro di inestimabile valore, che eccelle tra le altre espressioni dell'arte, specialmente per il fatto che il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria ed integrale della Liturgia solenne" (Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosantum concilium, 112).
La composizione e il canto dei Salmi ispirati, frequentemente accompagnati da strumenti musicali, sono già strettamente legati alle celebrazioni liturgiche dell'Antica Alleanza. La Chiesa continua e sviluppa questa tradizione: intrattenetevi "a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore" (Ef 5,19). "Chi canta prega due volte" (Sant'Agostino, Enarratio in Psalmos, 72, 1).
Il canto e la musica svolgono la loro funzione di segni in una maniera tanto più significativa quanto più sono strettamente uniti all'azione liturgica (Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosantum concilium, 112), secondo tre criteri principali: la bellezza espressiva della preghiera, l'unanime partecipazione dell'assemblea nei momenti previsti e il carattere solenne della celebrazione. In questo modo essi partecipano alla finalità delle parole e delle azioni liturgiche: la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli (Ibid):
"Quante lacrime versate ascoltando gli accenti dei tuoi inni e cantici, che risuonavano dolcemente nella tua Chiesa! Una commozione violenta: quegli accenti fluivano nelle mie orecchie e distillavano nel mio cuore la verità, eccitandovi un caldo sentimento di pietà. Le lacrime che scorrevano mi facevano bene"
(Sant'Agostino, Confessiones, 9, 6, 14)
L'armonia dei segni (canto, musica, parole e azioni) è qui tanto più significativa e feconda quanto più si esprime nella ricchezza culturale propria del Popolo di Dio che celebra (Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosantum concilium, 119). Per questo "si promuova con impegno il canto popolare religioso, in modo che nei pii e sacri esercizi, e nelle stesse azioni liturgiche", secondo le norme della Chiesa, "possano risuonare le voci dei fedeli" (Ibid, 118). Tuttavia, "i testi destinati al canto sacro siano conformi alla dottrina cattolica, anzi siano presi di preferenza dalla Sacra Scrittura e dalle fonti liturgiche". (Ibid, 121).
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domenica 6 febbraio 2011
CANTO E MUSICA NELLA LITURGIA
martedì 5 ottobre 2010
PREGHIERA DEL CORISTA
O Padre, Creatore dell’universo,
Tu hai posto in ogni cosa il segno del tuo infinito amore
e hai donato alle creature l’impronta della tua bellezza.
Rendimi autentico cantore del tuo amore,
fa’ che con il mio canto sappia esprimere
un poco di quell’armonia sublime
che Tu hai posto in tutte le cose
e che muove il cielo e la terra
in quell’accordo mirabile che tutto abbraccia.
Fa’ che il mio canto sia sempre a servizio della tua lode,
che non mi vanti mai di questo dono,
che offra il mio servizio alla Chiesa senza alcuna vanità e superbia,
sapendo di assolvere un dovere d’amore verso Dio e i fratelli.
Metti nel mio cuore il canto nuovo
che sgorga dal cuore del Risorto,
e fa’ che, animato dal tuo Santo Spirito,
possa lodarti e farti lodare per la tua unica gloria,
vivendo nel servizio liturgico l’anticipo della liturgia celeste.
Te lo chiedo per Cristo Salvatore nostro,
causa e modello del nostro canto.
Amen.
Mons. Marco Frisina
Tu hai posto in ogni cosa il segno del tuo infinito amore
e hai donato alle creature l’impronta della tua bellezza.
Rendimi autentico cantore del tuo amore,
fa’ che con il mio canto sappia esprimere
un poco di quell’armonia sublime
che Tu hai posto in tutte le cose
e che muove il cielo e la terra
in quell’accordo mirabile che tutto abbraccia.
Fa’ che il mio canto sia sempre a servizio della tua lode,
che non mi vanti mai di questo dono,
che offra il mio servizio alla Chiesa senza alcuna vanità e superbia,
sapendo di assolvere un dovere d’amore verso Dio e i fratelli.
Metti nel mio cuore il canto nuovo
che sgorga dal cuore del Risorto,
e fa’ che, animato dal tuo Santo Spirito,
possa lodarti e farti lodare per la tua unica gloria,
vivendo nel servizio liturgico l’anticipo della liturgia celeste.
Te lo chiedo per Cristo Salvatore nostro,
causa e modello del nostro canto.
Amen.
Mons. Marco Frisina
venerdì 17 settembre 2010
INDICAZIONI PER IL CANTORE
“Chiunque esegue questo ministero del canto con vera fede e con tutta l’attenzione della sua mente, si unisce in certo qual modo agli angeli che lodano Dio nei cieli”.
Sant’Isidoro di Siviglia
Sant’Isidoro di Siviglia
IL CANTO CHE APRE STRADE
“Quando noi cantiamo, spianiamo la strada
perché Egli venga nel nostro cuore e ci infiammi con la grazia del Suo amore”.
San Gregorio Magno
perché Egli venga nel nostro cuore e ci infiammi con la grazia del Suo amore”.
San Gregorio Magno
CANTO COME BENEDIZIONE
“Il canto è benedizione dei fedeli, lode a Dio, elogio del popolo, plauso di tutti, parola adatta ad ogni uditore, voce della Chiesa, professione canora di fede, devozione sublime, letizia di liberazione, grido di allegrezza, profluvio di letizia.
Il canto mitiga l’iracondia, placa le ansie, dà sollievo alle afflizioni.
Il canto è un’arma che ci protegge nella notte, è una fonte di insegnamenti lungo il giorno, ci fa da scudo nel timore; riempie di festa il cammino della santità; manifesta il volto della nostra serenità.
E’ un pegno di pace e di concordia; pace e concordia che, come in una cetra, si manifestano mediante un’unica melodia composta da molte voci diverse ed ineguali. Nel canto la dottrina gareggia con la bellezza: mentre si prova diletto cantando, si acquista conoscenza di dottrina per ammaestramento.
Il canto ispirato spinge chi esegue e chi ascolta alla virtù. Se suonato con il plettro dello Spirito fa scendere sulla terra la dolcezza della musica del cielo”.
Sant’Ambrogio
Il canto mitiga l’iracondia, placa le ansie, dà sollievo alle afflizioni.
Il canto è un’arma che ci protegge nella notte, è una fonte di insegnamenti lungo il giorno, ci fa da scudo nel timore; riempie di festa il cammino della santità; manifesta il volto della nostra serenità.
E’ un pegno di pace e di concordia; pace e concordia che, come in una cetra, si manifestano mediante un’unica melodia composta da molte voci diverse ed ineguali. Nel canto la dottrina gareggia con la bellezza: mentre si prova diletto cantando, si acquista conoscenza di dottrina per ammaestramento.
Il canto ispirato spinge chi esegue e chi ascolta alla virtù. Se suonato con il plettro dello Spirito fa scendere sulla terra la dolcezza della musica del cielo”.
Sant’Ambrogio
PAROLE SUL CANTO
La Musica,
la più immateriale e arcana espressione d’arte
che può avvicinare l’anima fino ai confini
delle più alte esperienze spirituali,
ha la sua grande parola da dire
davanti al mondo di oggi;
ha il compito tremendo ed affascinante
d’interpretarne le aspirazioni,
le inquietudini, il brivido di assoluto;
di placarne con un messaggio di serenità
le oscure crisi di pensiero e di sentimento;
di temperare l’aridità e il freddo,
in cui lo possono avvolgere
i pur raffinati strumenti del suo tecnicismo;
ha una missione da svolgere
in nome dei valori più alti e veri e duraturi
quasi per una propedeutica
alle ardue conquiste dello spirito.
Paolo VI
la più immateriale e arcana espressione d’arte
che può avvicinare l’anima fino ai confini
delle più alte esperienze spirituali,
ha la sua grande parola da dire
davanti al mondo di oggi;
ha il compito tremendo ed affascinante
d’interpretarne le aspirazioni,
le inquietudini, il brivido di assoluto;
di placarne con un messaggio di serenità
le oscure crisi di pensiero e di sentimento;
di temperare l’aridità e il freddo,
in cui lo possono avvolgere
i pur raffinati strumenti del suo tecnicismo;
ha una missione da svolgere
in nome dei valori più alti e veri e duraturi
quasi per una propedeutica
alle ardue conquiste dello spirito.
Paolo VI
PREGHIERA DEI CANTORI

Signore,
fonte di bellezza e ispiratore di ogni arte,
Dio di coloro che cantano le Tue lodi, tutta la terra Ti adora
e intona per te un cantico nuovo.
La tua lode sia sulle nostre labbra, per cantare la Tua gloria;
il nostro spirito si accordi alla nostra voce;
la Tua verità, rivestita di melodia, si riversi nel nostro cuore
e Vi desti il fervore che renda più facile l’incontro con Te nella preghiera.
Il giubilo del canto spirituale, qui sulla terra,
sia preludio della glorificazione che speriamo innalzare a Te
per tutta l’eternità.
Paolo VI
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